IFRA Categoria 4: come leggere correttamente i limiti in profumeria

Quando una scheda tecnica indica, per esempio, “IFRA Categoria 4: max 2,4%”, la prima domanda non dovrebbe essere: “posso mettere il 2,4% di questa materia prima nel mio concentrato?”. Il dato IFRA va letto nel contesto corretto, perché il limite della Categoria 4 si riferisce al prodotto finito destinato al consumatore, non automaticamente al concentrato profumato che il profumiere prepara in laboratorio.

Confondere questi due livelli può portare a formule inutilmente povere oppure, al contrario, a un prodotto finito non conforme. Vediamo quindi come leggere e calcolare correttamente un limite IFRA Categoria 4.

Che cos'è la Categoria 4 IFRA?

Secondo la Guidance IFRA, la Categoria 4 comprende i prodotti di fine fragrance generalmente applicati su collo, viso e polsi: profumi idroalcolici e non idroalcolici di diversi tipi, tra cui Eau de Toilette, Parfum, Cologne, solid perfume e fragrancing cream, oltre agli aftershave previsti dalla categoria.

La categoria dipende quindi dall'uso finale e dallo scenario di esposizione, non dal nome commerciale “EDT”, “EDP” o “Extrait” preso isolatamente. Un profumo al 15% e uno al 25% possono appartenere entrambi alla Categoria 4: ciò che cambia è il calcolo della quantità della materia prima nel prodotto finito.

Per verificare la categoria corretta del prodotto è sempre opportuno consultare la Guidance e gli IFRA Standards aggiornati.

Il punto fondamentale: il limite è nel prodotto finito

Gli IFRA Standards esprimono la maximum acceptable concentration nel finished product per la categoria di applicazione pertinente.

Se una materia prima ha un limite Categoria 4 del 2,4%, significa quindi che la quantità rilevante di quella materia prima nel profumo finito non deve superare il 2,4%, secondo il documento e lo Standard applicabili.

Questo valore non significa automaticamente 2,4% nel concentrato.

Come passare dal concentrato al prodotto finito

Il calcolo di base è semplice:

% della materia prima nel prodotto finito = % della materia prima nel concentrato × frazione di concentrato nel prodotto finito

Per esempio, se una materia prima è presente al 3% nel concentrato e il profumo finito contiene il 20% di concentrato:

3% × 0,20 = 0,60%

Nel prodotto finito quella materia prima è quindi presente allo 0,60%.

Lo stesso principio vale per qualunque concentrazione, purché i dati siano espressi sulla stessa base di calcolo. In un controllo regolatorio è importante non mescolare arbitrariamente percentuali peso/peso e volume/volume.

Il calcolo inverso: quanto posso usare nel concentrato?

Se conosci il limite IFRA nel prodotto finito e hai già deciso la concentrazione del tuo profumo, puoi calcolare il massimo teorico nel concentrato:

% massima teorica nel concentrato = limite IFRA nel prodotto finito ÷ frazione di concentrato nel prodotto finito

Prendiamo come esempio TRIMOFIX / FIXAMBER, per il quale nella scheda è indicato IFRA Categoria 4: max 2,4% nel prodotto finito.

Concentrato nel profumo finito Massimo teorico della materia prima nel concentrato
10% 24%
15% 16%
20% 12%
25% 9,6%
30% 8%

Il calcolo mostra perché lo stesso limite IFRA produce valori diversi nel concentrato. Con un profumo al 20%, per esempio, il 12% della materia prima nel concentrato corrisponde al 2,4% nel prodotto finito.

Attenzione: questi sono massimi matematici teorici. Non sono dosaggi consigliati. Inoltre sono validi soltanto se il limite riguarda il materiale così come utilizzato, non esistono altre fonti dello stesso costituente ristretto nella formula e la documentazione del fornitore viene interpretata correttamente.

Una diluizione al 10% cambia il calcolo

In laboratorio molte materie prime vengono utilizzate in soluzione. In questo caso bisogna distinguere la quantità di soluzione dalla quantità di materia prima attiva.

Se utilizzi il 5% di una soluzione al 10% nel concentrato:

5% × 0,10 = 0,50% di materia prima attiva nel concentrato.

Se quel concentrato viene poi utilizzato al 20% nel profumo finito:

0,50% × 0,20 = 0,10% di materia prima attiva nel prodotto finito.

È quindi un errore confrontare direttamente il “5% di soluzione” con un limite che riguarda la sostanza o il materiale non diluito, se il documento richiede il calcolo sulla materia attiva.

Al contrario, se il documento IFRA del fornitore è stato emesso per un prodotto commerciale già diluito così come fornito, il riferimento deve essere quel prodotto come supplied. Non bisogna correggere il valore arbitrariamente senza verificare su quale base è stato calcolato.

Materia prima e fragrance mixture: non sono lo stesso documento

Un altro punto importante è distinguere tra un limite relativo a una materia prima o a un suo costituente e un Certificate of Conformity di una fragrance mixture.

Se un composto profumato completo ha, per esempio, un massimo Categoria 4 del 18%, quel 18% indica la quantità massima di quella fragrance mixture nel prodotto finito, sulla base del costituente più restrittivo presente nella miscela.

Non significa che ogni singola materia prima all'interno della miscela sia ammessa al 18%, né che il concentrato possa essere reinterpretato componente per componente senza i dati necessari.

Contributi da altre fonti: il limite non si controlla ingrediente per ingrediente in isolamento

Alcune sostanze soggette a Standard IFRA possono essere presenti in più materie prime della stessa formula, soprattutto quando si utilizzano oli essenziali, assolute, resinoidi e altre Natural Complex Substances (NCS).

In questi casi bisogna considerare il contributo totale del costituente ristretto da tutte le fonti. Se una sostanza è presente direttamente e anche come componente naturale di uno o più estratti, le quantità contribuiscono insieme al totale da confrontare con il limite.

IFRA pubblica proprio per questo un Annex relativo ai contributions from other sources. Quando non sono disponibili dati analitici specifici propri o del fornitore, la documentazione IFRA può fornire valori di riferimento per le NCS.

Questa è una delle ragioni per cui il semplice controllo della riga “IFRA Cat. 4” di ogni ingrediente, preso singolarmente, non sostituisce il calcolo della formula completa.

Che cosa significa “100%”?

Quando in una documentazione tecnica compare Categoria 4: 100%, non significa che il profumiere dovrebbe utilizzare la materia prima al 100%.

Significa che, rispetto a quello specifico Standard o calcolo IFRA e a quella categoria, non emerge un massimo inferiore al 100%. Restano però da considerare:

  • il dosaggio olfattivo realmente sensato;
  • eventuali altri costituenti o fonti presenti nella formula;
  • la documentazione SDS e le classificazioni di pericolo;
  • gli obblighi cosmetici e di etichettatura applicabili;
  • eventuali aggiornamenti successivi dello Standard.

Allo stesso modo, l'indicazione “nessuna restrizione IFRA” non equivale a “nessun limite di sicurezza o normativo in assoluto”. Significa soltanto che non è presente una restrizione IFRA applicabile in quel contesto e nella versione considerata.

Limite IFRA e dosaggio consigliato sono due cose diverse

Questo è probabilmente il punto più importante per il formulatore. Il limite IFRA risponde alla domanda:

“Qual è la concentrazione massima accettabile secondo lo Standard IFRA per questa categoria?”

Il dosaggio formulativo risponde invece a un'altra domanda:

“Quanto di questa materia prima serve per ottenere l'effetto olfattivo desiderato senza squilibrare la formula?”

Una materia prima può avere un massimo IFRA molto elevato ed essere olfattivamente efficace già allo 0,1%. Oppure può essere utilizzata creativamente a livelli relativamente alti, purché la formula resti entro il limite applicabile.

È lo stesso principio spiegato nella guida sui fissativi in profumeria: un dato tecnico non sostituisce la valutazione della funzione reale del materiale nella composizione.

Il solvente non “annulla” il limite

Diluire una materia prima in etanolo, DPG o TEC rende spesso più semplice pesarla e dosarla, ma non elimina la quantità di sostanza attiva che finirà nel prodotto.

La diluizione deve quindi essere incorporata nel calcolo, come visto sopra. Per scegliere il veicolo in base alla funzione tecnica puoi consultare anche la guida DPG o TEC: quale solvente scegliere in profumeria?.

Un esempio completo

Supponiamo di voler creare un profumo Categoria 4 con 25% di concentrato. Una materia prima ha un limite Cat. 4 di 2,4% nel prodotto finito.

Il massimo teorico nel concentrato è:

2,4 ÷ 0,25 = 9,6%

Decidiamo però, per ragioni olfattive, di utilizzarla soltanto al 4% nel concentrato. Nel prodotto finito avremo:

4 × 0,25 = 1%

La formula resta quindi sotto il 2,4% per quella fonte. A questo punto, però, il controllo non è ancora necessariamente concluso: bisogna verificare se lo stesso costituente ristretto entra nella formula attraverso altre materie prime.

IFRA non sostituisce la conformità normativa completa

Gli IFRA Standards sono uno strumento fondamentale di product stewardship dell'industria della fragranza, ma non sostituiscono la normativa applicabile al prodotto finito.

Per un cosmetico commercializzato nell'Unione Europea, per esempio, la conformità richiede anche gli adempimenti previsti dal Regolamento cosmetici e dalla normativa correlata, compresi valutazione di sicurezza, PIF, gestione degli allergeni ed etichettatura quando applicabili.

Per questo una formula “IFRA compliant” non è automaticamente una formula pronta per essere immessa sul mercato.

Procedura pratica per controllare la Categoria 4

  1. Identifica la categoria IFRA corretta in base all'uso finale del prodotto.
  2. Verifica la versione aggiornata dello Standard o della documentazione del fornitore.
  3. Stabilisci la percentuale di concentrato nel prodotto finito.
  4. Calcola la quantità reale della materia prima o del costituente nel prodotto finito, includendo eventuali diluizioni.
  5. Somma i contributi da tutte le fonti quando lo stesso costituente ristretto è presente in più materie prime.
  6. Confronta il totale con il massimo IFRA della categoria.
  7. Controlla separatamente SDS, allergeni e requisiti normativi del prodotto destinato alla vendita.

Quale Amendment è vigente adesso?

Aggiornamento agosto 2026: alla data di pubblicazione di questa guida, la documentazione vigente resta quella della 51st Amendment. La consultazione pubblica per la 52nd Amendment si è conclusa il 12 giugno 2026 e IFRA indica che la notifica formale è prevista verso la fine di novembre 2026.

Questo significa che non bisogna applicare come già definitive le proposte della 52nd Amendment prima della formal Notification. Per una produzione commerciale è sempre necessario verificare la versione più recente della documentazione al momento della valutazione.

Conclusione

Leggere correttamente un limite IFRA Categoria 4 significa tenere distinti prodotto finito, concentrato, diluizione e materia prima attiva.

Il numero riportato nello Standard o nella documentazione del fornitore non è una ricetta e non è un dosaggio consigliato: è un parametro di conformità che deve essere applicato alla formula reale.

La domanda corretta non è “quanto IFRA mi permette di mettere nel concentrato?”, ma “quanta materia prima arriva realmente nel prodotto finito e da quali fonti?”

Nota tecnica: gli esempi di calcolo sono didattici e presuppongono dati espressi sulla stessa base. Per una formula commerciale devono essere utilizzati la documentazione aggiornata del fornitore, gli IFRA Standards vigenti e i requisiti normativi applicabili al prodotto finito.

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